Vai al contenuto

Intervista a Mister Cloud Agostino Sibillo

I computer quantistici sono il futuro

Intervista a Mister Cloud "Agostino Sibillo"

 

 

D. Agli studenti ha detto che il giurista italiano è uno scienziato. Come un fisico quantistico?

R. Diciamo che l’informatica oggi prevalente è quella del sistema binario, dei bit. I processori attuali utilizzano questo linguaggio di programmazione, sono consequenziali. La potenza sta nell’uso contestuale di 12 core (nuclei elaborativi) in un processore. Ma l’uomo programma e la macchina “esegue”, se pur alla potenza. Così gli avvocati, in Usa, applicano la legge e non la interpretano. Il lavoro del giurista italiano è invece quello di interpretare, come uno scienziato.

D. Un po’ come ha fatto lei con il cloud?

R. L’applicazione cloud era nota sin dagli anni ’60 come sistema garantito di trasmettere in sicurezza dati  per l’agenzia di difesa nazionale Usa. Io ho avuto l’idea di aggregare pagine web, proxy, browser e servers per una consultazione contestuale veloce. Diciamo che ho immaginato un nuovo modello economico. Il cloud oggi replica il sistema neurologico di internet, che è stato creato per le macchine e non per gli individui. Infatti collega IP.

D. Dove è il pericolo che ha denunciato agli studenti?

R. Nella centralizzazione dei server in poche, pochissime aziende: Facebook, Amazon, Google. Che comprimono anche la libertà della ricerca e della sperimentazione, attraendo i migliori nei loro Lab e orientando la ricerca sui “loro” paradigmi. La rivoluzione informatica sarebbe dovuto essere una risorsa.

D. E invece…

R. Lo è diventata per pochi che guadagnano sui nostri dati. Ricordiamo che Internet opera su tre livelli: quello delle infrastrutture (e relative società fornitrici), della governance (chi controlla i contenuti in rete?) e della social economy (che realizza i profitti). Si sta realizzando un monopolio che accentra i tre livello,  a scopo di arricchimento.

D. Ci sono soluzioni?

R. Da una parte occorre avere maggiore consapevolezza e considerare i big data come oggetti di protezione giuridica. In questo modo potrebbe costruirsi un sistema sanzionatorio per cui, in assenza di consenso della persona – per esempio – il mantenimento on line di una foto pubblicata potrebbe configurare utilizzo il provento di un reato di appropriazione indebita. E si potrebbe perciò prefigurare una responsabilità penale per i server provider.

D. Lei ha parlato anche di quantum computing. Può spiegare cosa intende?

mister cloud - computer quantistici - intervistaR. I colossi del web stanno “torcendo” la vocazione libertaria con la quale Internet e il web sono stati sviluppati. Questo accade anche nella ricerca scientifica, indirizzata dove “serve” a questi colossi ma sempre nell’ambito dei bit. Ricordiamoci che i nostri sms valgono 8.500 euro all’anno per ciascuno e che i nostri dati producono 20 miliardi di euro all’anno di valore (una legge di bilancio, praticamente, ndr).

D. Lei invece vorrebbe passare al quanto…

R. I computer quantistici ragionano a 360°. Non hanno opzioni predefitive, come i bit (0-1; bianco o nero). Occorrerebbe realizzare algoritmi in una logica quantistica  e scardinare in questo modo il monopolio che si sta creando con i sistemi che ci seguono costantemente, sanno sempre esattamente dove siano e cosa facciamo. La scienza computazionale quantistica è agli esordi ma in Usa (con IBM, ndr: IBM offre il quantum computing su IBM Cloud per accelerare l'innovazione) e in Cina vi sono già esempi di computer quantistici.

D. Insomma servono algoritmi che progettino sistemi per i quali noi utenti siamo qui e ora e in una serie innumerevole di altri posti?

R. Il quantum computing rende innocua la geolocalizzazione e  consente la criptazione dei nostri dati. Dal punto di vista scientifico ha poi molte potenzialità perché permette di moltiplicare le possibilità per ottenere risultati inediti rispetto al sistema binario e dunque, a mio avviso, permetterebbe anche di trovare soluzioni mediche nella lotta alle malattie, per esempio. In Australia c’è un progetto in corso di questo tipo. Tra l’altro se ne occupa un ricercatore italiano. I computer scientist dovrebbe creare codici in una logica che supera quella 0-1. Se non si procedere in questa direzione è perché non c’è un interesse economico.

D. E’ da questa intuizione che arriva la sua nuova app Spychatter che, oltre ad offrire una tecnologia cloud super criptato, permette ai suoi utenti di vincere denaro per mezzo di una caccia al tesoro?

R. Io credo in quello che faccio. E ho individuato un sistema, per così dire, di mercato nel quale avviene una certa redistribuzione delle risorse. Spychatter inaugura un nuovo metodo di fare advertising, che è win win per aziende e consumatori. Le prime possano contare su un tempo di permanenza più lungo di 2 secondi e mezzo sui loro banner o video promozionali; mentre  i consumatori possono guadagnare soldi si tratta di una caccia al tesoro virtuale, di risposta a domande che riguardano il brand pubblicizzato. Se il consumatore risponde in maniera corretta, ottiene un premio in denaro, che proviene dalle aziende che usano la piattaforma per farsi pubblicità. Insomma, le aziende in qualche modo sono costrette a  pagare per i nostri dati che sono il terreno delle loro pubblicità.  La logica che ispira questa piattaforma è quella di una rivoluzione democratica.

mister cloud - computer quantistici - intervistaPs. Sibillo ha aperto una finestra su un campo di ricerca, quello quantistico, affascinate e al contempo pieno di incognite. Lo sanno bene al Cern di Ginevra (dove opera il computer quantistico dove è stata rilevato il bosone di Higgs nel 2012 ma si attende ancora una nuova epifania. Lo stesso Albert Einstein, che aveva per primo studiano i quanti di luce, ha poi combattuto una vita per negarne l’evidenza perché sovverte nella fisica il principio di causalità sostituendolo con quello della indeterminatezza, della probabilità assoluta.

E’ probabile che non avrei potuto capire nulla delle parole di Sibillo se, caso fortuito, al momento della nostra intervista non avessi appena finito di leggere un bel libro scritto a quattro mani da un filosofo e da un fisico (Robert P. Crease e Alfred Scharff Goldhaber) dal titolo “Ogni cosa è indeterminata”. Tra l’altro, proprio in California, dove Sibillo vive (a Los Angeles), negli anni ’70 un gruppo di fisici strampalati (così li definiscono gli autori) fondarono il Fundamental Fysiks Group che “salvò” la fisica quantistica destinata all’oblio (a vantaggio di calcoli) e “piantando i semi da cui sarebbero sbocciati i fiori di quella scienza che oggi chiamiamo informatica quantistica”. A raccontare questa storia new age è stato David Kaiser, storico della scienza al Massachusetts Institute of tecnology nel libro “Come gli hippie hanno salvato la fisica”.

Intervista a Mister Cloud "Agostino Sibillo"

×

Ciao!

Clicca qui per contattarmi su WhatsApp!

× Se sei interessato alla Tecnolgia e al Cloud contattami!